Modello di ricorso CEDU: come si compila il formulario e gli errori che lo rendono irricevibile

A cura dell’Avv. Stefano Giordano — Patrocinante in Cassazione e CEDU | Studio Legale Giordano & Partners
Pubblicato: 5 novembre 2026

Il «modello» di ricorso CEDU è il formulario ufficiale della Corte europea dei diritti dell’uomo: non ne esistono altri validi. Va compilato in ogni sua parte, firmato, corredato dalle copie delle decisioni interne e spedito per posta a Strasburgo entro quattro mesi. Se il formulario è incompleto il termine non si ferma e il ricorso CEDU non viene esaminato.

Molti ricorsi si fermano prima di qualunque valutazione nel merito per ragioni puramente formali: una sezione lasciata in bianco, una firma mancante, un rinvio agli allegati al posto dell’esposizione dei fatti. In questa guida vediamo come si compila il formulario, quali documenti allegare, come si spedisce e quali errori evitare.

In sintesi

  • Si usa solo il formulario ufficiale, scaricato nella versione aggiornata dal sito della Corte.
  • Fatti, violazioni e rispetto dei requisiti di ricevibilità vanno scritti nel formulario, non solo negli allegati.
  • Un eventuale documento integrativo non può superare le 20 pagine.
  • Se c’è un avvocato, la sezione della procura va firmata da ricorrente e avvocato: una procura separata non è accettata in questa fase.
  • Il ricorso si spedisce per posta; il fax non interrompe il termine di quattro mesi.

Dove si trova il formulario e quale versione usare

Il formulario si scarica dal sito ufficiale della Corte europea dei diritti dell’uomo, nella sezione dedicata alla presentazione dei ricorsi, ed è disponibile anche in italiano. La Corte aggiorna periodicamente il modulo: va usata la versione in vigore al momento dell’invio. Il contenuto obbligatorio è fissato dall’art. 47 del Regolamento della Corte e precisato dalla istruzione pratica sulla presentazione dei ricorsi.

Come si compila, parte per parte

I nomi delle parti possono variare leggermente tra le versioni del formulario: conta il contenuto richiesto dall’art. 47 del Regolamento.
Parte del formularioCosa scrivereErrore tipico
RicorrenteDati anagrafici completi, recapiti, eventuale richiesta di anonimato motivataDati incompleti o recapito non aggiornato
Stato convenutoLo Stato contro cui si ricorre: l’ItaliaIndicare persone o autorità invece dello Stato
Rappresentante e procuraDati dell’avvocato; sezione della procura firmata in originale da ricorrente e avvocatoProcura su foglio separato o firma «per procura»
Esposizione dei fattiRacconto sintetico e cronologico, con le date delle decisioniScrivere «vedi allegato» invece di esporre i fatti
Violazioni lamentatePer ogni doglianza: l’articolo della Convenzione e perché è stato violatoContestare la sentenza in sé, senza indicare una violazione precisa
Rispetto dei criteri di ricevibilitàRimedi interni usati, con date; data della decisione definitiva; rispetto del termineNon dimostrare di aver sollevato la questione davanti ai giudici italiani
Elenco dei documentiDocumenti numerati nello stesso ordine dell’elencoAllegati non numerati o mancanti senza spiegazione
Dichiarazione e firmaFirma del ricorrente o del rappresentanteFormulario non firmato

I fatti e le doglianze devono stare nel formulario

È la regola che produce più rigetti formali. L’istruzione pratica della Corte è esplicita: un formulario non è conforme se fatti, doglianze e informazioni sulla ricevibilità non si trovano nel formulario stesso. Gli allegati servono a documentare, non a sostituire l’esposizione. Se serve più spazio, si può aggiungere un documento integrativo di non più di 20 pagine, con pagine e paragrafi numerati, che sviluppa ma non sostituisce quanto scritto nel modulo.

Per ogni violazione occorre spiegare anche come è stata fatta valere in Italia: Strasburgo verifica che la questione sia stata sottoposta ai giudici nazionali, almeno nella sostanza. I requisiti sono spiegati nella guida su quando un ricorso CEDU è ammissibile.

I documenti da allegare

  • Copie delle decisioni interne: primo grado, appello, Cassazione e ogni altra decisione contestata.
  • Gli atti che dimostrano di aver sollevato la questione in Italia, per esempio i motivi di appello e il ricorso per cassazione.
  • I documenti da cui risultano le date, in particolare il deposito della decisione definitiva.
  • Ogni altro documento utile a provare la violazione.

Si inviano copie, non originali, numerate secondo l’elenco del formulario. Se un documento non è disponibile, bisogna spiegarne il motivo: in mancanza di una spiegazione adeguata il ricorso non viene assegnato a un collegio.

Come e dove si spedisce

Il ricorso va spedito per posta al Cancelliere della Corte: The Registrar, European Court of Human Rights, Council of Europe, 67075 Strasbourg Cedex, Francia. La data che conta è quella di spedizione risultante dal timbro postale (art. 47 del Regolamento): conviene una raccomandata con ricevuta. Un ricorso inviato via fax non interrompe il termine di quattro mesi se l’originale firmato non è spedito per posta entro lo stesso termine.

Nella fase iniziale il ricorso può essere scritto in italiano. Il termine e il modo di calcolarlo sono spiegati in termini del ricorso CEDU: i 4 mesi.

Gli errori che fanno respingere il ricorso

  • Usare un modulo superato o un modello trovato online al posto del formulario ufficiale.
  • Lasciare sezioni vuote o rinviare agli allegati per i fatti e le violazioni.
  • Allegare una procura separata invece di firmare la sezione del formulario.
  • Superare le 20 pagine del documento integrativo.
  • Dimenticare le decisioni interne o non spiegare perché mancano.
  • Lamentare un errore nella valutazione delle prove: la Corte non è un quarto grado di giudizio.
  • Spedire all’ultimo giorno un formulario che poi risulta incompleto.
Da sapere: chi rischia un danno grave e irreparabile, per esempio un’espulsione verso un Paese dove corre pericoli, può chiedere misure provvisorie urgenti ai sensi dell’art. 39 del Regolamento. È una procedura eccezionale, distinta dal ricorso ordinario.

Devi preparare un ricorso a Strasburgo?

Verifichiamo i requisiti di ricevibilità, la data da cui partono i quattro mesi e la violazione da far valere, e prepariamo il formulario completo con i documenti.

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Domande frequenti

Dove si trova il modello di ricorso CEDU?

Sul sito ufficiale della Corte europea dei diritti dell’uomo, nella sezione dedicata alla presentazione dei ricorsi. Va usata la versione aggiornata del formulario: altri modelli non sono validi.

Si può presentare un ricorso CEDU senza avvocato?

Sì, nella fase iniziale il ricorrente può presentarlo personalmente. Se il ricorso viene comunicato al Governo, di regola deve essere rappresentato da un avvocato.

In che lingua si scrive il ricorso alla Corte EDU?

Nella fase iniziale si può usare l’italiano, come una delle lingue ufficiali degli Stati parte della Convenzione.

Si può inviare il ricorso CEDU via fax o email?

Il ricorso si spedisce per posta. Un invio via fax non interrompe il termine se l’originale firmato non viene spedito per posta entro i quattro mesi.

Quante pagine può avere il ricorso?

Fatti, violazioni e informazioni sulla ricevibilità vanno scritti nel formulario. Un eventuale documento integrativo non può superare le 20 pagine.

Cosa succede se manca un documento?

Bisogna spiegare perché non è disponibile. Senza una spiegazione adeguata il ricorso non viene esaminato e, se il formulario è incompleto, il termine di quattro mesi non si interrompe.

Avv. Stefano Giordano — patrocinante in Cassazione e davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, difensore di Bruno Contrada nel caso Contrada c. Italia (n. 3).
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Pubblicato: 5 novembre 2026