Indagine penale a Milano: le 5 cose da fare subito per difenderti

Urgenze Penali
A cura dell’Avv. Stefano Giordano — Patrocinante in Cassazione e CEDU | Studio Legale Giordano & Partners, Milano e Palermo
Aggiornato: 2026

Hai ricevuto un avviso di garanzia. O ti hanno convocato per un interrogatorio. O la polizia è venuta a casa tua. Il panico è normale. Ma la reazione giusta non è il panico: è l’azione. Ecco le 5 cose da fare immediatamente.

Prima di tutto: cosa non fare

Prima delle 5 cose da fare, le 4 cose da non fare assolutamente:

  • Non parlare con nessuno del caso — né familiari, né amici, né colleghi. Chiunque può essere sentito come testimone.
  • Non rilasciare dichiarazioni senza l’avvocato — né alle forze dell’ordine, né ai giornalisti, né a «conoscenti che lavorano in Procura».
  • Non contattare coimputati o persone offese — potrebbe configurare inquinamento probatorio e aggravare la posizione.
  • Non distruggere o alterare documenti — oltre a essere un reato autonomo, in caso di scoperta sarebbe devastante per la credibilità difensiva.

Le 5 azioni da compiere subito

1

Contatta immediatamente un avvocato penalista

Non un amico avvocato civilista. Non il consulente del lavoro. Un avvocato penalista — possibilmente con esperienza specifica nel tipo di reato che vi viene contestato. La scelta del difensore è la prima e più importante decisione che prenderete.

A Milano, la complessità del foro e la varietà dei procedimenti rendono particolarmente importante avere un avvocato che conosca le dinamiche locali: le sezioni del Tribunale, le prassi della Procura, i tempi reali del sistema.

2

Raccogli e conserva tutta la documentazione

Tutto ciò che può essere utile alla difesa: email, messaggi, contratti, ricevute, agende, documenti bancari. Non selezionate voi cosa è rilevante e cosa no — sarà l’avvocato a farlo. Voi raccogliete tutto e conservatelo in modo sicuro.

Se avete ricevuto un decreto di perquisizione, chiedete copia del verbale e dell’elenco di tutto ciò che è stato sequestrato.

3

Scrivi una memoria personale dei fatti

Mentre i ricordi sono freschi, scrivete — solo per il vostro avvocato, non per chiunque altro — una ricostruzione dettagliata dei fatti: date, luoghi, persone presenti, conversazioni, circostanze. Più dettagli fornite al difensore, più efficace sarà la strategia.

Questa memoria è coperta dal segreto professionale tra voi e il vostro avvocato. Non mostratela a nessun altro.

4

Esercita il diritto al silenzio (se convocato)

Se siete convocati per un interrogatorio dal PM, avete il diritto di non rispondere (art. 64 c.p.p.). Il silenzio non può essere usato contro di voi. Ma la scelta di parlare o tacere va fatta con il vostro avvocato, caso per caso.

In alcune situazioni, una dichiarazione tempestiva può essere più efficace del silenzio. In altre, il silenzio è l’unica scelta saggia. Solo un avvocato penalista esperto può valutare quale strategia adottare.

5

Verifica i termini e le scadenze

Nel processo penale tutto ha una scadenza. L’avvocato verificherà i termini rilevanti: scadenza per l’opposizione a un eventuale decreto penale (15 giorni), termine per le indagini difensive, scadenza per l’accesso agli atti, termine per eventuali istanze cautelari.

Un termine saltato è un’opportunità persa per sempre. È uno dei motivi per cui la tempestività nella scelta del difensore è così importante.

L’avviso di garanzia non è una condanna

È fondamentale ricordarlo: l’avviso di garanzia (più correttamente: l’informazione di garanzia, art. 369 c.p.p.) significa che siete formalmente indagati. Non significa che siete colpevoli. Non significa che sarete rinviati a giudizio. Molte indagini si concludono con una richiesta di archiviazione.

Ma l’indagine va presa seriamente, perché le scelte fatte in questa fase condizionano tutto il seguito. Un’indagine gestita bene può portare all’archiviazione prima ancora di arrivare in aula. Un’indagine gestita male può trasformare un caso debole in una condanna.

Lo Studio Legale Giordano & Partners interviene sin dalla fase delle indagini preliminari con una difesa proattiva: indagini difensive, memorie al PM, istanze al GIP. L’obiettivo, quando possibile, è chiudere il caso prima del processo. Quando il processo è inevitabile, è prepararlo sin dal primo giorno.

«La migliore difesa penale è quella che inizia il giorno in cui arriva l’avviso di garanzia. Non il giorno in cui arriva la citazione a giudizio.»

Hai ricevuto un avviso di garanzia?

Il tempo è il fattore più critico. Contatta lo Studio per impostare immediatamente la tua strategia difensiva e proteggere i tuoi diritti.

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Domande Frequenti (FAQ)

Cosa non devo assolutamente fare se sono indagato?

Non parlare con nessuno del caso, non rilasciare dichiarazioni, non contattare coimputati o persone offese e, soprattutto, non distruggere alcun tipo di documento (è un reato e aggrava la tua posizione).

L’avviso di garanzia significa che sono colpevole?

Assolutamente no. Significa solo che sei formalmente indagato. Molte indagini si concludono con una richiesta di archiviazione se la difesa viene gestita bene fin dai primi momenti.

Se vengo interrogato dal PM, devo rispondere per forza?

No, l’art. 64 del codice di procedura penale garantisce il diritto di non rispondere, e il silenzio non può essere usato contro di te. La scelta tra parlare o tacere deve essere concordata esclusivamente con il tuo avvocato penalista.

Quanto tempo ho per oppormi a un decreto penale?

Hai esattamente 15 giorni di tempo. Saltare questa scadenza significa che la condanna diventerà irrevocabile e perderai per sempre l’opportunità di difenderti nel processo.