Quanto dura un ricorso in Cassazione penale: dalla fissazione al deposito della sentenza

A cura dell’Avv. Stefano Giordano — Patrocinante in Cassazione e CEDU | Studio Legale Giordano & Partners
Pubblicato: 3 novembre 2026

Una volta arrivato in Cassazione, un ricorso penale viene deciso in media in circa quattro mesi: secondo i dati presentati all’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026, nel 2025 la Corte ha definito 40.815 ricorsi penali con una durata media di 122 giorni. A questo tempo vanno aggiunti la trasmissione degli atti da parte del giudice d’appello e il deposito della motivazione. Ecco tutte le fasi del ricorso per cassazione penale.

«Quanto tempo ci vuole?» è la domanda che riceviamo più spesso dopo il deposito di un ricorso. La risposta dipende dalla fase in cui si trova il fascicolo: alcune hanno termini fissati dalla legge, altre dipendono dal carico degli uffici. Qui le ripercorriamo in ordine, con i termini da tenere d’occhio.

In sintesi

  • Il ricorso si deposita presso il giudice che ha emesso la sentenza, che poi trasmette gli atti alla Cassazione.
  • I difensori ricevono l’avviso dell’udienza almeno 30 giorni prima.
  • Memorie e motivi nuovi si depositano fino a 15 giorni prima dell’udienza, le repliche fino a 5 giorni prima.
  • La motivazione va depositata entro 30 giorni dalla decisione, ma è un termine che spesso si allunga.
  • Finché il ricorso è pendente la condanna non si esegue; restano invece in vigore le misure cautelari.

Le fasi del giudizio di cassazione in una tabella

FaseCosa succedeTempi
Deposito del ricorsoIl ricorso, firmato da un avvocato cassazionista, si deposita presso la cancelleria del giudice che ha emesso la sentenzaEntro 15, 30 o 45 giorni dalla sentenza
Trasmissione degli attiLa cancelleria invia ricorso e fascicolo alla Corte di cassazione«Senza ritardo» (art. 590 c.p.p.); in pratica da alcune settimane a qualche mese
Esame preliminareIl fascicolo è assegnato a una sezione penale o, se emerge una possibile causa di inammissibilità, alla Settima sezioneDipende dal carico della Corte
Avviso di fissazioneLa cancelleria comunica la data della decisione al procuratore generale e ai difensoriAlmeno 30 giorni prima (art. 610, co. 5 c.p.p.)
Memorie e motivi nuoviLe parti possono depositare memorie, motivi nuovi e replicheFino a 15 giorni prima; repliche fino a 5 giorni prima
DecisioneUdienza pubblica o camera di consiglio; il dispositivo è deciso al termineIl giorno dell’udienza
Deposito della motivazioneLa sentenza motivata viene depositata in cancelleriaEntro 30 giorni (art. 617 c.p.p.), termine non perentorio

Dal deposito del ricorso all’arrivo in Cassazione

Il ricorso non si deposita a Roma, ma presso la cancelleria del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata. È quella cancelleria a trasmettere alla Corte il ricorso con gli atti del procedimento. La legge chiede che lo faccia senza ritardo, ma nella pratica i tempi variano molto da ufficio a ufficio. Il primo controllo utile, per il difensore, è verificare che il fascicolo sia effettivamente arrivato e iscritto a ruolo.

Ricordiamo che il ricorso deve rispettare i termini per il ricorso per cassazione e deve essere firmato da un avvocato cassazionista: in mancanza, è inammissibile qualunque sia il suo contenuto.

L’esame preliminare e la Settima sezione

Quando il fascicolo arriva in Cassazione viene esaminato per verificare se ci sono cause evidenti di inammissibilità. Se il presidente ne rileva una, assegna il ricorso a un’apposita sezione, la Settima, che decide in camera di consiglio senza la partecipazione delle parti (art. 610 c.p.p.). L’avviso inviato ai difensori indica la causa di inammissibilità rilevata, così da consentire di replicare per iscritto.

Nei casi più netti, per esempio un ricorso presentato fuori termine o contro un provvedimento non impugnabile, la Corte può dichiarare l’inammissibilità senza formalità di procedura. Per questo un ricorso costruito male può chiudersi molto prima di uno fondato, e con costi a carico del ricorrente.

L’udienza: trattazione scritta o discussione orale

Superato il filtro, il ricorso è assegnato alla sezione competente per materia. Dopo la riforma Cartabia la regola è la trattazione scritta: la Corte decide sulla base del ricorso, delle conclusioni scritte del procuratore generale e delle memorie delle parti. La discussione orale si svolge quando la legge la prevede o quando la parte la chiede nei termini (art. 611 c.p.p.).

In questa fase il difensore può depositare memorie e motivi nuovi fino a 15 giorni prima dell’udienza e repliche fino a 5 giorni prima. I motivi nuovi devono riguardare i punti della sentenza già impugnati.

La decisione e il deposito della motivazione

La Corte decide il giorno dell’udienza e il dispositivo è di regola conoscibile dal difensore a breve distanza. La motivazione va depositata entro 30 giorni dalla deliberazione (art. 617 c.p.p.), ma il termine non è perentorio e per le decisioni più complesse può allungarsi. Gli esiti possibili sono rigetto, inammissibilità, annullamento con o senza rinvio: ne parliamo in annullamento con o senza rinvio.

Cosa succede alla condanna mentre si aspetta

Finché il ricorso è pendente, la sentenza d’appello non è definitiva e la pena non si esegue: l’art. 588 c.p.p. sospende l’esecuzione del provvedimento impugnato. Le misure cautelari già applicate, come la custodia in carcere o gli arresti domiciliari, restano invece in vigore. Se il ricorso è rigettato o dichiarato inammissibile, la condanna diventa definitiva e il pubblico ministero può emettere l’ordine di esecuzione.

Due casi con tempi propri

  • Ricorso contro le ordinanze del riesame: si propone entro 10 giorni e la Corte decide entro 30 giorni dalla ricezione degli atti (art. 311 c.p.p.).
  • Improcedibilità per durata: per i reati commessi dal 1° gennaio 2020, il giudizio di cassazione deve concludersi entro un anno, termine prorogabile per i processi complessi e non applicabile ai reati puniti con l’ergastolo. Se il termine scade, l’azione penale diventa improcedibile, salvo che l’imputato chieda di proseguire (art. 344-bis c.p.p.).

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Domande frequenti

Quanto tempo ci mette la Cassazione a decidere un ricorso penale?

Una volta arrivato il fascicolo, la durata media nel 2025 è stata di circa 122 giorni. A questo tempo si aggiungono la trasmissione degli atti dal giudice d’appello e il deposito della motivazione.

Quando si conosce l’esito del ricorso in Cassazione?

Il dispositivo è deciso il giorno dell’udienza ed è di regola conoscibile dal difensore a breve distanza; la motivazione arriva con il deposito della sentenza.

Entro quanto la Cassazione deposita la motivazione?

L’art. 617 c.p.p. prevede 30 giorni dalla deliberazione, ma il termine non è perentorio e per le decisioni complesse può allungarsi.

Mentre aspetto la Cassazione la condanna si esegue?

No: finché il ricorso è pendente l’esecuzione della sentenza impugnata è sospesa (art. 588 c.p.p.). Restano in vigore le eventuali misure cautelari.

Quanto tempo ha la Cassazione per decidere un ricorso contro il riesame?

Trenta giorni dalla ricezione degli atti (art. 311 c.p.p.).

Cosa succede se il giudizio di cassazione dura più di un anno?

Per i reati commessi dal 1° gennaio 2020 può scattare l’improcedibilità prevista dall’art. 344-bis c.p.p., salvo proroghe, esclusioni per i reati puniti con l’ergastolo e richiesta dell’imputato di proseguire.

Avv. Stefano Giordano — patrocinante in Cassazione e davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, difensore di Bruno Contrada nel caso Contrada c. Italia (n. 3).
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Pubblicato: 3 novembre 2026